AFRICA – Nr 5/2018
Se l’instabilità politica e l’insicurezza impediscono da anni di visitare alcune regioni sahariane, molti altri luoghi impregnati di cultura e di fascino attendono di essere scoperti.
Non resta che farsi guidare…
Se l’instabilità politica e l’insicurezza impediscono da anni di visitare alcune regioni sahariane, molti altri luoghi impregnati di cultura e di fascino attendono di essere scoperti.
Non resta che farsi guidare…
Il Sahara e il Sahel sono storicamente terre percorse dai nomadi, realtà pastorali che hanno da secoli ricevuto apporti dalle civiltà sedentarie con cui erano in contatto e al tempo stesso conservato tratti distintivi dovuti al prolungato isolamento. Oggi alcune comunità continuano a camminare in cerca di cibo e acqua per i loro animali in un contesto ambientale, sociale e politico che intacca e per certi versi, paradossalmente, preserva, il loro stile di vita in movimento. Alla luce delle esperienze vissute in Niger con i Touareg e in Tchad con i Woodabe, una riflessione su come il nomadismo esiste oggi e resiste.
I popoli nomadi resistono, tutti gli altri provano a fuggire dalla povertà. A Le Terrazze parlano i giornalisti Elena Dacome e Raffaele Masto. (di Mauro Denigris).
FtNews ha intervistato la studiosa Elena Dak, autrice di tre emozionanti libri di narrativa di viaggio: Sana’a e la notte, La carovana del sale, Io cammino con i nomadi.
Ha attraversato il deserto del Niger in sella a un dromedario insieme ai Tuareg. Ha camminato per 300 chilometri tra India e Pakistan al seguito dei pastori Rabari. L’antropologa Elena Dak è un’esploratrice di genti e luoghi: ha scelto di vivere con popoli antichi, quasi dimenticati, per studiarne le tradizioni. «Tramandare le loro culture» dice «è il mio modo di ringraziarli»
di Federico Taddia.
Ha attraversato il deserto del Niger in sella a un dromedario insieme ai Tuareg. Ha camminato per 300 chilometri tra India e Pakistan al seguito dei pastori Rabari.
L’antropologa Elena Dak è un’esploratrice di genti e luoghi: ha scelto di vivere con popoli antichi, quasi dimenticati, per studiarne le tradizioni. «Tramandare le loro culture» dice «è il mio modo di ringraziarli»
di Federico Taddia – V @FedericoTaddia giornalista, conduttore e divulgatore scientifico. Su Radio24 conduce i programmi
Terra in vista e / Padrieterni
“Il viaggio è sempre stato una coordinata della mia esistenza; vedevo mio padre partire, tornare, partire, tornare. Il viaggio faceva parte della sua vita. Poi ho cominciato a viaggiare anch’io”.
Lezione tenutasi a Ottobre 2017 all’interno del Corso in Modelli Teorici dell’Antropologia del professor Luigi Urru nell’ambito della Laurea Magistrale in Antropologia Culturale presso l’Università Bicocca di Milano.
Terre accomunate dall’aridità, oceani tra l’una e l’altra: non solo dune, non solo rocce. Polvere, sabbia, pietre e spazio, questo si, vasto e ubricante. E palme, oasi, nomadi, carovane, argille e onde di mare, ma sopratutto storie, innumerevoli, da raccontare intorno al fuoco la sera.
I viaggi di due donne, due viaggiatrici che hanno scelto di muoversi e di integrarsi con le popolazioni e le comunità dei paesi attraversati: dagli ultimi nomadi Kirghisi del Pamir afgano ai Bororo del Ciad. Domenica 2 luglio c’è “Incontri con il mondo”. , una grande avventura da vivere con Eloise Barbieri, Elena Dak e Giulia Castelli Gattinara.
Una volta ancora mi ritrovo a partire e a muovere i passi dietro a pastori in migrazione. Non è facile creare una relazione, stavolta si rivela più difficile del solito. I pastori sembrano tollerarci con fatica. Questa volta non sono sola. Bruno Zanzottera, fotografo di grande esperienza e spessore, segue gli stessi passi per raccontare attraverso il suo sguardo le famiglie di nomadi Rabari che ancora compiono la migrazione annuale.
Toni Maraini erede di una famiglia di straordinari viaggiatori del ‘900 e penna raffinata, cittadina orgogliosa del mediterraneo e del mondo altro ed Elena Dak, viaggiatrice per mestiere e per passione, nomade tra i pastori del mondo e scrittrice conversano davanti ad un te’ verde alla menta sul senso del viaggio oggi e del viaggiare oltre ‘il muro delle idee’.