Rattrapage du mercredi 13 octobre 2021
(a partire dal minuto 3:49)
Rattrapage du mercredi 13 octobre 2021
(a partire dal minuto 3:49)
per Benbow, scrittura e narrazione
La categoria “letteratura di viaggio” va maneggiata con grande cautela. Può includere capolavori assoluti o diari ai limiti della noia. Scrivere di viaggio è una delle pratiche letterarie più insidiose e per lo stesso motivo più coinvolgente, sia nella produzione sia nella fruizione.
Il corso, che si svolge in quattro lezioni online, in diretta con i partecipanti, intende offrire l’analisi dei testi di alcuni autori e autrici che hanno fatto del “viaggio” un pretesto per condividere con il lettore, pezzi di cronaca, di storia, di geografia; un certo sguardo può fare del viaggio uno strumento autentico di conoscenza e disvelamento di particolari, anche minimi, ma determinanti per raccontare un mondo altro (anche interiore). Ecco allora che la “letteratura di viaggio” diventa un viatico prezioso sia per viaggiare sia per scrivere in e di viaggio.
Questo ramo dell’antropologia può produrre oggi riflessioni importanti per costruire strumenti utili alla lettura del complesso fenomeno migratorio. Dall’esame di quanto accaduto a Lampedusa negli ultimi decenni, alla considerazione di alcuni esempi di migrazione intra africana, dal peso del genere nelle dinamiche migratorie, al caso delle donne Eritree in Italia.
Terre che si affacciano sul Mare Nostrum che è altrettanto loro e che sono un intreccio di Africa, mondo arabo e cultura mediterranea. L’Egitto che molti abbiamo visto e che pure è così poco conosciuto. L’Algeria, terra di contrasti, conflitti e bellezza, mare e sabbia, colonne romane e sangue. Il Marocco, il simbolo del Maghreb, un paese in cui il passato e il presente continuano a dialogare.
Uno spaccato del Medio oriente, raccontato dalle voci degli scrittori e scrittrici che ci conducono all’interno di tre mondi culturali e religiosi molto diversi per storia, lingua e religione ma che la geografia ha disposto nello stesso continente di mezzo. Lo Yemen, l’Arabia felix dell’Antichità, culla della cultura araba: il più bel paese del mondo. L’Iran, terra di grandi imperi e culla della cultura persiana. Voci poetiche e politiche. L’Armenia, cuore pulsante dell’identità cristiana. Il dolore e la fioritura.
Il corso intende introdurre la realtà del nomadismo pastorale, chiarendone la storia (anche attraverso l’immagine che di questi popoli diede la letteratura antica), lo stile di vita, gli scopi economici, la loro produzione letteraria, le sfide del futuro alla luce dei cambiamenti climatici e la loro cultura materiale.
Un podcast antropologico unico nel suo genere
CRISTINA CASSESE
Dai Pascoli dolomitici alla pianura nelle province di Treviso, Padova e Venezia.
Questa è l’area geografica nella quale si muovono i pastori veneti dediti al pascolo vagante. Le terre alte sono sfruttate durante la stagione estiva ma con i primi freddi Alice e Fabio, aiutati da un pastore africano, portano le 1000 pecore del loro gregge verso climi meno rigidi. Per tutto l’inverno e fino al mese di maggio dell’anno successivo, vivono in un caravan da veri e propri nomadi, spostandosi quotidianamente tra campagne e villaggi alla ricerca di residui dei raccolti nei campi a riposo e tentando di ricavare spazi tra genti che spesso non li vogliono veder passare. Alice e Fabio, da un anno hanno avuto un figlio Martin e la loro vita nomade si è arricchita di una nuova esperienza con ulteriori sfide da affrontare.
testo di Elena Dak – foto di Marco Trovato
Visita agli stupefacenti laghi dell’Erg di Ubari, nel profondo sud della Libia
Nel cuore del Fezzan, tra dune spettacolari, i sogni diventano realtà. Come oasi da cartolina, dalle sabbie incandescenti affiorano venti laghi perenni, verdi come smeraldi, circondati dalle palme. Un tempo erano la meta più ambita dai turisti sahariani. Oggi restano uno straordinario prodigio della natura.
Vivere senza spreco, eccesso o ridondanza, circondati da pochi oggetti utili, belli e carichi di senso. In tema di abitare, abbiamo molto da imparare dai nomadi
testo di Elena Dak
L’estensione del concetto del nomadismo applicata a qualunque contesto professionale, umano, sociale è stantia e abusata. Ma soprattutto non ha nulla ha a che fare con la lezione del nomade, cioè del pastore che si vota al cammino. La sua migrazione, transumanza e tutte le possibili modalità intermedie di cammino sono dettate da uno scopo preciso: trovare e sfruttare le scarse risorse, erba e acqua, sparpagliate in un territorio vastissimo …
Un piccolo popolo della Mauritania costretto a cambiare stile di vita per sopravvivere.
testo di Elena Dak – foto di John Wessels / Afp
Photos by Bruno Zanzottera – 01/10/2020
rivista: Rythm Monthly